
Genova – Mentre per tante famiglie le vacanze al mare stanno finendo o sono già un ricordo, per centinaia di operatori balneari inizia il conto alla rovescia: vent’anni dopo il varo della direttiva europea che aveva decretato la fine delle concessioni storiche, sulle spiagge liguri si stanno affacciando i grandi gruppi (prevalentemente lombardi e piemontesi) che hanno partecipato a decine di gare e si sono già aggiudicati svariati lotti, da Imperia a Bogliasco, da Lavagna a Bonassola. Ed è solo l’inizio.
Ciò che la direttiva Bolkestein richiedeva, ora deve essere chiuso entro 12 mesi: tutti i Comuni che non hanno ancora indetto le gare per le concessioni balneari dovranno dare l’avvio alle procedure entro il 30 giugno 2027; da quella data, resteranno 90 giorni e il 30 settembre si dovrà arrivare alle aggiudicazioni. Il Consiglio di Stato lo ha appena ribadito intervenendo sul caso di due gestori di Zoagli che si erano rivolti al Tar, dopo la decisione del Comune di considerare scadute le loro concessioni al 31 dicembre 2023. I giudici di Palazzo Spada ricordano anche che «il concessionario uscente è tenuto a cedere gratuitamente le opere non amovibili sul sedime demaniale» e che non esiste un meccanismo di «rimborso automatico». E questo sembra il punto d’arrivo, anche se Assobalneari con una nota diffusa ieri annunciava la sua opposizione.
L’estate che sta finendo è sospesa tra primi bilanci e attese e, malgrado il sole, il futuro è ancora avvolto dalle nebbie. Da Ventimiglia a Sarzana la situazione è a macchia di leopardo con differenze clamorose: ci sono Comuni dove le gare sono concluse (con cambi e conferme di gestori), altri che hanno temporeggiato finché hanno potuto, altri ancora che hanno tentato soluzioni fantasiose come Laigueglia, Pietra Ligure e Sarzana che avevano varato un meccanismo di proroga automatica delle concessioni balneari in essere; proroga indebita, ha però sancito il tribunale amministrativo: così anche queste amministrazioni si sono attrezzate per bandire la gara e concluderla entro il prossimo autunno, con le nuove regole che prevedono concessioni della durata da un minimo di cinque a un massimo di 20 anni, clausola sociale che prevede in tema di assunzioni la priorità dei lavoratori impiegati nella precedente concessione, indennizzo per il concessionario uscente previsto, a carico del nuovo concessionario, solo previa documentazione e solo in caso di beni non ancora ammortizzati.
Per capire dove si è arrivati, bisogna fare un passo indietro: la Direttiva Bolkestein che vieta i rinnovi automatici delle concessioni (imponendo il meccanismo delle procedure a evidenza pubblica) è stata approvata ed emanata dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’Unione Europea il 12 dicembre 2006. Sono passati vent’anni ma solo tre anni e mezzo fa (la data era il 31 dicembre 2023) le concessioni balneari in Italia sono state dichiarate formalmente scadute. Da allora, le Regioni e i Comuni sono andati avanti in ordine sparso, con Genova e alcune amministrazioni del levante che sono partite per prime.
Il capoluogo, in particolare, si era distinto a livello nazionale per una delibera, firmata all’antivigilia di Natale del 2023 dall’allora assessore Mario Mascia, che poneva i criteri per la partecipazione a una procedura di evidenza pubblica «con preventivo interpello dei concessionari», per soddisfare la richiesta dell’Europa. Poteva farsi avanti chiunque, ma l’eventuale concessionario subentrante avrebbe dovuto versare al concessionario uscente una quota pari a due volte e mezzo l’ultimo fatturato. Di fatto, pochissime nuove realtà avevano tentato e nessuna aveva avuto successo.
Genova rappresenta un caso a sé, negli altri Comuni è stata una marcia a diverse velocità verso l’obiettivo finale, con pochi apripista e tanti rimasti indietro, dopo aver temporeggiato o tentato strade alternative. E ora c’è l’ultima scadenza. Andando in ordine sparso: nel levante genovese, Chiavari e Lavagna hanno concluso tutte le gare. In particolare, Chiavari aveva bandito la gara già nel 2024 ma per una durata di tre anni, prima che venisse fissato il limite minimo da 5 a dieci anni: e nel 2027 dovrà comunque rinnovare i bandi per i suoi stabilimenti.
Guardando a Ponente: la situazione è diversificata al massimo. Borghetto Santo Spirito ha riassegnato in via definitiva 19 concessioni su 20 complessive. Nella quasi totalità dei casi, per ciascun lotto si è presentato un solo operatore, ovvero il gestore uscente. Loano ha temporaneamente stoppato i bandi per ulteriori verifiche amministrative.
Pietra Ligure ha completato le procedure assegnando 40 lotti e, in questo caso, dopo il tentativo di proroga automatica stoppato dal Tar, si sono presentati altri candidati. Alla fine, sei stabilimenti hanno cambiato conduzione.
Nel Comune di Laigueglia il bando si è chiuso il 28 agosto ma le assegnazioni non sono state ancora definite. Sono state presentate 73 domande per 45 concessioni totali: per 26 lotti è presente un solo candidato, mentre per gli altri 19 c’è una pluralità di offerte. La commissione è quindi al lavoro con l’obiettivo di chiudere le assegnazioni entro il 31 ottobre.
A Finale Ligure, con i suoi quattro chilometri di litorale sabbioso, la procedura ad evidenza pubblica per 39 concessioni demaniali (stabilimenti e strutture di servizio) si trova attualmente nella fase di valutazione delle offerte.
Situazione ancora diversa a Spotorno, dove storicamente le spiagge libere rappresentano poco più del 3% della costa, percentuale molto distante dal 40% indicato come obiettivo dal Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo di Regione Liguria: anche se a giugno il Comune ha concluso la procedura per l’assegnazione temporanea di nove lotti, solo una parte tornerà ad ospitare stabilimenti balneari con gestori privati, mentre due lotti saranno convertiti in spiaggia libera.
A Imperia, il Comune è stato tra i primi in Italia a dare avvio alla nuova stagione con concessioni ventennali, completando le procedure di gara per moltissimi lotti costieri dal Prino a Borgo Marina fino al litorale di Oneglia. I gestori dei dodici stabilimenti nel territorio comunale hanno dovuto seguire i precisi parametri del bando, rispettando criteri cromatici, ambientali, paesaggistici e architettonici. Scenario diverso a Ventimiglia dove il sindaco Flavio Di Muro, che aveva a lungo differito le concessioni balneari in attesa di chiarimenti normativi, ha annunciato che il bando sarà pronto entro fine anno, comunque in tempo per l’estate 2027.

Le nuove regole prevedono concessioni della durata da un minimo di cinque a un massimo di 20 anni


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